Visualizzazione post con etichetta grappa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta grappa. Mostra tutti i post

venerdì 22 aprile 2011

Cavalin, passione vera per la grappa

Gli antichi distillatori vedevano come ad una sorta di magia il risultato della trasformazione della materia in vapore per virtù del calore e la sua ricondensazione dovuta, in seguito, al suo raffreddamento.
L'acquavite, infatti, vanta le proprie origini fin da tempi antichissimi con un momento di particolare fulgore ai tempi di Caterina de' Medici, che ne divulgò i segreti anche oltr'Alpe.
Alla fine del XIX secolo, in Italia, la semplice distillazione delle vinacce residuate dalla vinificazione, si trasformò arricchendosi di una gamma inebriante d’aromi primari della buccia dell’uva, cosa che veniva a perdersi con le precedenti tecniche di distillazione, meno curate e interessate ad un consumatore attento ed esigente.
La nascita dell'azienda è strettamente legata al padre Gino Luigi Cavalin che negli anni del dopoguerra, allora ventenne, iniziò il duro mestiere di distillatore-liquorista in una delle numerose distillerie che in quel periodo nascevano.
Passarono gli anni e nel 1959 fondò la sua distilleria nel cuore geografico di un Veneto povero ma forte dei suoi valori e tradizioni.
La distillazione era fatta giorno e notte con le vinacce provenienti dalle zone limitrofe adoperando quattro caldaiette a vapore costruite interamente in rame.
Nel 1981, terminati avvenne un rinnovamento generazionale che apportò dei cambiamenti all’interno della distilleria, soprattutto nella distillazione di grappe monovitigno e nella creazione di nuovi contenitori, che aiutarono ad avvicinare un nuovo tipo di consumatore, dedito alla ricerca di una tradizione di gusto ma allo stesso tempo di moda e tendenza.
Da qui inizia la riorganizzazione della produzione e la conseguente inaugurazione della nuova sede nel 2000, facendo particolare attenzione nel mantenere inalterati i metodi tradizionali.
VIA DELL'INDUSTRIA, 15
35018 San Martino di Lupari - PD
Tel 0499469191 Fax 0499469225

sabato 20 novembre 2010

La storia centenaria di Revel Chion

Correva l'anno 1850 e, secondo una convenzione mai formalizzata ma sempre più condivisa, la grappa compiva il 449° compleanno. Sempre nel 1850, il pignolo Servizio di Pesi e Misure della Provincia d'Ivrea redigeva un elenco degli utenti soggetti alla verifica periodica nel quale iscriveva, al numero 53, Battista Revel Chion attribuendogli, in quanto esercente di attività prevalente, la qualifica di distillatore.
Come la nascita della grappa è sicuramente anteriore al 1451 - ma si prende tale anno come dato ufficiale in quanto esiste un documento notarile - così la distilleria Revel Chion faceva forse fumare gli alambicchi già parecchio tempo prima, ma il più antico documento con data certa è quello citato.
Un altro, più giovane, ma non meno importante, risale al 1901 quando Bernardo Revel Chion, figlio di Giuseppe, ricevette dal sindaco di Chiaverano la polizza relativa ad un aumento di cauzione per il magazzino fiduciario annesso alla distilleria.
L'origine della Revel Chion non è comunque molto distante dalla fondazione della cooperazione di acquavitai costituita in Piemonte agli inizi del '700 sotto il regno di Vittorio Amedeo II di Savoia. La prova è data dalla citazione di un avo degli attuali proprietari della distilleria, Alessandro e Carlo Revel Chion, nato nella seconda metà del XVIII secolo, quale detentore di un alambicco.
Il Regno Sabaudo era uno stato ordinato e, soprattutto in fatto di acquavite, censiva meticolosamente, non senza fini di lucro, ogni fonte produttiva.
Nella sola Chiaverano, in quel 1848 passato dalla storia a fama proverbiale per i noti sommovimenti socio-politici, vennero contati venti alambicchi, saliti poi a trentuno nel 1885.
Erano sicuramente piccoli e per lo più a fuoco diretto se, tutti insieme, riuscivano a dare appena due mila litri di acquavite tassabile. Ma costituivano il riflesso di un importante fenomeno agrario che aveva cambiato il volto della zona.
A partire dal 1700 nel Canavesano si innesca infatti un vistoso fenomeno che porta il vigneto a rubare la terra ai secolari boschi della Serra d'Ivrea.
Con fatiche immani si procede a terrazzare i declivi per renderli più facilmente coltivabili e la vite diventa la vera ricchezza del comprensorio.
A dimostrazione del fatto basta considerare le norme disciplinari che si susseguono, quasi senza soluzione di continuità, per creare un monito ben sanzionato a chiunque attenti l'integrità del vigneto, sia sotto il profilo strutturale che sotto quello furtaiolo dei preziosi grappoli d'uva. E, dove c'è la vigna, si sa, arriva anche l'alambicco per consentire l'esaurimento della frazione alcolica presente nelle bucce degli acini d'uva al termine della fermentazione alcolica e dei sedimenti lasciati dal vino dopo i travasi.
Nei secoli scorsi gli alambicchi funzionavano forse più su questi ultimi che non sulle vinacce: esse infatti, una volta separato il vino, venivano aggiunte di acqua per preparare i vinelli e quindi, non di rado, erano così povere da non meritare l'uso della legna occorrente per la distillazione. Man mano cresceva la vigna il contadino si trasformava in vitivinicoltore per poi specializzarsi, in qualche caso, nell'arte del lambiccare.
La distilleria Revel Chion nasce dunque dalla terra e dal lavoro di sette generazioni che, senza mai abbandonare Chiaverano, hanno via via adeguato l'azienda alle esigenze del momento senza mai tradire le origini e le tradizioni.

Distilleria F.LLI  REVEL CHION S.r.l.
Via Casassa, 4 - CHIAVERANO (TO) - ITALY
Tel./Fax +39 0125.54808