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martedì 7 dicembre 2010

La Torta 900, una delle glorie di Ivrea

La "Torta 900" è indiscutibilmente il simbolo per eccellenza della pasticceria Balla, e di Ivrea. Una torta creata alla fine del XIX secolo, da qui il suo nome, dal celeberrimo pasticcere di Ivrea Ottavio Bertinotti, fondatore dello stesso negozio.
Consapevole della squisitezza del prodotto, “l’inventore” della torta decise di tutelare la sua “creazione” con un marchio brevettato. La storia racconta che la ricetta della “Torta 900” rimase sempre segreta, e tutt’oggi lo sia. Bertinotti ne era talmente geloso che pare allontanasse chiunque durante la preparazione della farcitura, per non rilevare a nessuno il suo “dolce segreto”. Tale segreto è stato mantenuto anche dalla famiglia di Umberto Balla che, nel 1972, dopo circa settanta anni dalla sua creazione, rilevò il laboratorio e il brevetto.
Torta dall’apparente semplicità, la 900 è magistralmente formata da una base di due dischi al cacao di una pasta simile al pan di spagna, ma molto più soffice e leggera, composta da una collaudata miscela di differenti farine, farcita poi da una delicata crema al cioccolato e decorata da una spolverata di zucchero a velo. I dischi, realizzati di diametro variabile a seconda delle esigenze dell’acquirente, vengono farciti solo al momento dell’ordine, proprio per garantire la massima freschezza della farcitura. La delicata crema a base di cioccolato, burro e crema pasticcera viene lavorata al momento da un’equipe di pasticceri sotto l’occhio vigile di Stefano Balla, l’unico vero conoscitore dell’intera ricetta e degli ingredienti utilizzati.
Il successo della “Torta 900” è testimoniato, oltre che dalla costante affluenza di persone che affollano la pasticceria, dalle azioni legali intraprese per tutelare l’antica ricetta originale dalle tante scadenti imitazioni. La famiglia Balla è da anni che si affida infatti a studi legali, tra i migliori del torinese, per ottenere giustamente provvedimenti legali dal pretore di Ivrea, volti a garantire che nessun altro produttore possa utilizzare il nome “Torta 900”.
Ricordo che me ne sono portato a casa un pezzo, dopo un giro in Canavese, e ne ricordo ancora la squisitezza.
PASTICCERIA BALLA S.n.c.
di BALLA STEFANO & C.
10015 Ivrea (TO) - 16, c. Re Umberto
tel: 0125 641327

sabato 20 novembre 2010

La storia centenaria di Revel Chion

Correva l'anno 1850 e, secondo una convenzione mai formalizzata ma sempre più condivisa, la grappa compiva il 449° compleanno. Sempre nel 1850, il pignolo Servizio di Pesi e Misure della Provincia d'Ivrea redigeva un elenco degli utenti soggetti alla verifica periodica nel quale iscriveva, al numero 53, Battista Revel Chion attribuendogli, in quanto esercente di attività prevalente, la qualifica di distillatore.
Come la nascita della grappa è sicuramente anteriore al 1451 - ma si prende tale anno come dato ufficiale in quanto esiste un documento notarile - così la distilleria Revel Chion faceva forse fumare gli alambicchi già parecchio tempo prima, ma il più antico documento con data certa è quello citato.
Un altro, più giovane, ma non meno importante, risale al 1901 quando Bernardo Revel Chion, figlio di Giuseppe, ricevette dal sindaco di Chiaverano la polizza relativa ad un aumento di cauzione per il magazzino fiduciario annesso alla distilleria.
L'origine della Revel Chion non è comunque molto distante dalla fondazione della cooperazione di acquavitai costituita in Piemonte agli inizi del '700 sotto il regno di Vittorio Amedeo II di Savoia. La prova è data dalla citazione di un avo degli attuali proprietari della distilleria, Alessandro e Carlo Revel Chion, nato nella seconda metà del XVIII secolo, quale detentore di un alambicco.
Il Regno Sabaudo era uno stato ordinato e, soprattutto in fatto di acquavite, censiva meticolosamente, non senza fini di lucro, ogni fonte produttiva.
Nella sola Chiaverano, in quel 1848 passato dalla storia a fama proverbiale per i noti sommovimenti socio-politici, vennero contati venti alambicchi, saliti poi a trentuno nel 1885.
Erano sicuramente piccoli e per lo più a fuoco diretto se, tutti insieme, riuscivano a dare appena due mila litri di acquavite tassabile. Ma costituivano il riflesso di un importante fenomeno agrario che aveva cambiato il volto della zona.
A partire dal 1700 nel Canavesano si innesca infatti un vistoso fenomeno che porta il vigneto a rubare la terra ai secolari boschi della Serra d'Ivrea.
Con fatiche immani si procede a terrazzare i declivi per renderli più facilmente coltivabili e la vite diventa la vera ricchezza del comprensorio.
A dimostrazione del fatto basta considerare le norme disciplinari che si susseguono, quasi senza soluzione di continuità, per creare un monito ben sanzionato a chiunque attenti l'integrità del vigneto, sia sotto il profilo strutturale che sotto quello furtaiolo dei preziosi grappoli d'uva. E, dove c'è la vigna, si sa, arriva anche l'alambicco per consentire l'esaurimento della frazione alcolica presente nelle bucce degli acini d'uva al termine della fermentazione alcolica e dei sedimenti lasciati dal vino dopo i travasi.
Nei secoli scorsi gli alambicchi funzionavano forse più su questi ultimi che non sulle vinacce: esse infatti, una volta separato il vino, venivano aggiunte di acqua per preparare i vinelli e quindi, non di rado, erano così povere da non meritare l'uso della legna occorrente per la distillazione. Man mano cresceva la vigna il contadino si trasformava in vitivinicoltore per poi specializzarsi, in qualche caso, nell'arte del lambiccare.
La distilleria Revel Chion nasce dunque dalla terra e dal lavoro di sette generazioni che, senza mai abbandonare Chiaverano, hanno via via adeguato l'azienda alle esigenze del momento senza mai tradire le origini e le tradizioni.

Distilleria F.LLI  REVEL CHION S.r.l.
Via Casassa, 4 - CHIAVERANO (TO) - ITALY
Tel./Fax +39 0125.54808