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lunedì 20 giugno 2011

Le idee a ...... Carnydea di Cornuda

E' fin troppo facile dire: "Ci vuole del coraggio ad aprire una attività di questi tempi!". Siamo a Cornuda, dentro il negozio-laboratorio-gastronomia di Carnydea Group.
500 metri quadrati di buone cose, ma soprattutto, e non è un bisticcio di parole di idee. Già,perchè questa storia va raccontata per bene.
"Dietro quel che vedi - mi dice Gianni, uno dei 'patron' della struttura - vi è l'impegno e la storia di alcune famiglie di allevatori e produttori, che hanno voluto unire gli sforzi e le idee per creare un qualcosa di completamente nuovo".
In tanto ciarlare di filiera, di chilometri zero (spesso soltanto a scopi pubblicitari), ecco un messaggio chiaro:
"A Carnydea potrai trovare un rapporto qualità-prezzo del tutto imbattibile. Il perchè è facilmente intuibile. Fra noi produttori e il consumatore sono stati eliminati tutti i passaggi e, quindi, la spesa è più leggera".
Mentre Gianni ci racconta la storia, la telecamera della trasmissione televisiva L'Italia del Gustospazia liberamente. Ecco i laboratori dove la carne viene sapientemente lavorata e preparata, per poi essere proposta in mille stuzzicanti versioni gastronomiche, sia al crudo che cotta. Infatti il reparto della gastronomia ha cucine proprie e propone soltanto ricette della casa.
Non manca un fornitissimo banco dei formaggi, capace di accontentare anche i palati più esigenti. Ma quello che più ci colpisce è la varietà delle proposte, che mescola con intelligenza prodotti di nicchia e prodotti accessibili a tutte le tasche. Insomma qui a Carnydea potrete fare sia la spesa quotidiana, sia la spesa per occasioni particolari.
"La nostra filosofia è quella di avvicinare il consumatore in tutte le sue esigenze e in tutte le sue diverse sfaccettature. Dietro c'è un lavoro di scelta e di preparazione che potete soltanto immaginare."
A Carnydea trovate poi una ampia scelta di paste, olio, birre artigianali ,pane, dolceria artigianale e quant'altro desiderate per i vostri personalissimi viaggi del gusto.
Come sempre: fateci un salto e verificate !
Piazza Don Orazio Mondin, 10/12
31041 CORNUDA (TV)Italia
tel.: 042383428

mercoledì 23 febbraio 2011

IL CONSORZIO TUTELA DEL BUDELLO NATURALE

Proprio vero che la qualità del prodotto si misura anche dai piccoli particolari. Uno di questi è il budello con  cui vengono insaccati i salumi. Io non ci ho mai pensato. IL CONSORZIO “TUTELA DEL BUDELLO NATURALE” viene costituito nel 2001, dalle imprese di lavorazione dei budelli.
L’obiettivo del Consorzio è quello di Valorizzare la lavorazione e la commercializzazione del budello naturale nella produzione degli insaccati di carne. L’utilizzo delle budella naturali per la conservazione della carne, è antica quanto la macellazione dei suini ed altri grossi animali, per sfamare i popoli.
Oggi esistono i budellai, o per meglio dire aziende che preparano le budella naturali per essere insaccate sia dai salumifici, sia dai privati per le macellazioni casalinghe, ma non è stato sempre cosi.
In antichità le budella ricavate da un solo animale erano sufficienti ad insaccare tutta la carne trita dello stesso, in quanto si tendeva a salare la carne a blocchi interi o meglio a pezzi. Questa esigenza era dovuta al fatto che si doveva recuperare il più possibile dall’animale, e la carne trita , altro non erano che gli sfridi di lavorazione, quei pezzi che si staccavano dal taglio principale durante la lavorazione, quindi veramente poca. Per insaccare quella poca carne era sufficiente lavare pochissimo budello, cosa che faceva il macellaio o norcino.
Venendo ad epoche più recenti, la macellazione casalinga si è evoluta ed ha perso un po’ il significato di sostentamento indispensabile, diventando un complemento proteico alla povera alimentazione degli agricoltori. Ecco quindi che la carne salata in pezzi, cala come quantità, affinandone i tagli, e dandogli una forma, facendo crescere invece la quantità di carne da salame o salsicce.
Questa evoluzione fa si che le budella dell’animale siano appena sufficienti a vestire i pezzi interi, ( coppe, pancette, lonzini) e ancora meno a trasformare in salame, cotechini e salsicce, la carne trita. Tanto che addirittura si è arrivati ad usare la pelle delle zampe per insaccare proprio tutto il maiale.
In epoche molto più recenti, dal 1800 in poi, la macellazione, da casalinga o agricola ( nelle cascine si macellavano parecchi suini) diventa artigianale, e dal 1900 in poi industriale. Alla luce di questi cambiamenti di mercato, con richieste di tagli freschi per la distribuzione capillare delle macellerie, e di richieste di prodotti insaccati, il consumo di budella aumenta in modo esponenziale, tanto che addirittura molti grossi salumifici, pulivano e lavoravano le budella dei suini macellati da loro stessi, ed in più acquistavano sul mercato mondiale (soprattutto sud America ed Europa), budella equine e bovine grezze, che venivano poi sempre preparate dai reparti budelleria interni. Utilizzavano inoltre budella ovine provenienti dalle macellazioni nazionali e/o estere (si pensi soprattutto all’Oceania ).
Oggi per le famose ragioni di economia di scala, sono rimasti solo piccoli salumifci a macellare i propri suini, e nessuno di questi lavora le proprie budella. Il motivo è che il lavoro del budellaio, si potrebbe definire un’arte complessa, un po’ come una sartoria per vestiti su misura.
Oggi, l’approvvigionamento viene dal mondo intero, cercando quei tipi di budella grezze, che poi trasformate ( non solo in Italia) diventano i vestiti dei salumi migliori. Perché migliori? Perché un salume insaccato in budello naturale denota la voglia di fare un prodotto complesso, difficilmente standardizzabile, ma dal risultato eccellente.
Via Malavotti, 5 - 41100 (MODENA) - Tel. 059 252556 / Fax 059 252632

martedì 19 ottobre 2010

L’arrosto di lonza di maiale alle mele di Sassilat

Un sabato mattina abbiamo visitato l’azienda agricola Sassilat,ben spronati da un nostro conoscente. Pensavamo di vedere un semplice laboratorio di salumeria, ed invece appare ai nostri occhi una bella struttura, tanto che se non c’era il cartello pensavamo a una qualsiasi industria.
Una volta entrati, ho visto il rotolo di lonza di maiale alle mele, ed ho pensato bene di acquistarlo e portarlo a casa.
Ci ho aggiunto olio, vino bianco, un po’di pepe,un po’di sale,chiodi di garofano,alcuni spicchi di mele. Poi in forno a 180 gradi per un’ora e mezza. Contorno patate arrosto e vino rosso umbro. Il risultato è delizioso. Così ho provato i loro prodotti.
Nella denominazione hanno voluto identificarsi con il nome della località nativa, pronunciata in dialetto: Sassilat da Sacilato, frazione di Fossalta di Portogruaro (Ve).
In questo luogo ci sono le loro origini, i ricordi più belli legati alle tradizioni contadine, dove ogni stagione era scandita da un lavoro specifico che ogni anno si ripeteva puntualmente come un rito.
È così che, con l’arrivo del freddo, arrivava la stagione del  Maiale e la sua macellazione era una festa per tutta la famiglia. È proprio l’affettuoso rispetto che loro, e noi con loro, portano per questo animale che li ha spinti a intraprendere a livello più organizzato l’arte della norcineria, tramandata dallo zio Santin e da papà Zeno con la sapienza che arriva da tanta esperienza.

Via Alessandro Manzoni, 81
Fossalta di Portogruaro - Venezia Italia
Tel. 0421 709133‎