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lunedì 29 agosto 2011

Trattoria La Gigina a Ferrara

"Una sopravvissuta. Ecco che cos’è Gigina, trattoria nata con il secolo Novecento e tuttora dal sapore antico a poche centinaia di metri dalla stazione di Ferrara. Il locale sorge nell'unica palazzina con cortile schiacciata tra i capannoni e il grande centro commerciale sorto alle sue spalle. Un tempo era meta di intellettuali e artisti ferraresi. E in fondo, da sopravvissuta, lo è tuttora: meta di sopravvissuti di tutte le età. Ai suoi tavoli si trovano infatti giovani e anziani, coppie e famiglie. Quello che è certo è che La Gigina è sempre piena. Tipici tortelloni di zucca e carni ben cucinate a parte, il piatto forte è la frittura all'italiana, una montagna di verdure, cotolette, mozzarelle, creme in pastella dall'aspetto e dal sapore irripetibili. E il venerdì c'è la frittura di pesce, altrettanto saporita e godibile al gusto come alla vista. Il tutto si può accompagnare con i vini della casa, spendendo intorno ai 30 euro a testa con un pasto davvero completo. E dalla primavera inoltrata si può mangiare ai tavoli all'aperto, nel cortile, in uno spazio ormai quasi extraterestre, ma con comodo parcheggio nelle adiacenze."
Via San Giacomo 51 - Ferrara (fe)

martedì 21 giugno 2011

L'Osteria Martignago, 'da Ismene' a Muliparte di Maser

A dire il vero l'Osteria con cucina Martignago è una delle mete storiche, da nonna Ismene, in questa locanda che vanta ben 150 anni di storia.
Rino e Mirella, gli attuali 'paroni' della trattoria, hanno saggiamente mantenuto il nome con il quale la osteria era conosciuta, quasi a sottolineare che, per l'appunto, la storia non è acqua.
Così è stato un piacere riscoprire una cucina che non tradisce le sue origini: qui si respira cultura veneta alla grande.
L'Osteria propone soprattutto menù a base di bacalà, bollito misto e selvaggina (la caccia è la seconda pelle del Rino), assecondando il fluire del tempo e suggerendo un suo apprezzamento diverso, al di fuori delle maniacali nevrosi della vita da.... asfalto.
Il mezzodì l'Osteria, con il suo menù fisso mai banale, mette insieme operai, professionisti, camionisti, per un pranzo di tradizione.
Mirella ha conservato gelosamente le ricette di nonna Ismene e sa interpretarle nelle serate su prenotazione, con una maestria che certamente premia la sua curiosità e la sua dedizione. In sala si muovono Rino e i figli Stefano e Lisa (che si impegna, con successo, alla realizzazione dei dolci di casa).
Così in una giornata qualsiasi di un giorno qualsiasi i viandanti del gusto hanno voluto 'raccontare' nella trasmissione televisiva L'Italia del Gusto la storia di questa famiglia benedetta.
A convivio anche i vini di Villa Maser, raccontati con simpatia e spirito partecipativo dal conte Vittorio Dalle Ore, che ha nell'Osteria Martignago una 'vetrina' di valore della propria cantina.
Trattoria Martignago
" DA ISMENE "
Via Cornuda 109
31010 MASER (TV)
Tel. & Fax 0423/923135

martedì 18 gennaio 2011

Al Buon Gustaio Baia del Re di Refrontolo

E’ sempre stato un luogo di ritrovo piuttosto conosciuto, come la Baia del Re, oppure come osteria Stival. Ma la gestione attuale batte tutti.
E’un tipo ruspante, che parla il dialetto dell’Alta Marca, ma che come cuoco dà dei punti a ristoranti più rinomati.
Ci sono stato domenica, per uno stage televisivo, e poi un’altra volta per saggiare la cucina. Finito di riprendere, ci siamo accomodati sperando in un pranzo semplice, vista l’ora tarda, e lui ha fregato tutti presentando di tutto e di più.
Ha iniziato con i salumi fatti rigorosamente da lui: su tutto mi è piaciuto un prosciutto di Sauris molto delicato, e una costea che si scioglieva in bocca. La costea non la mangiavo da circa trent’anni: eccezionale, vale un viaggio fino a lì. E poi un classico musetto: ho dovuto spiegare che cos’era il cren, dato che si conosce solo a Nordest. In pratica è una radice di rafano grattugiata, con aceto e zucchero.
Sul primo possiamo sorvolare: un’ottima lasagna. Poi i secondi: una tagliata di manzo tenerissima, e le costee, costicine, giganti. Saranno state lunghe quaranta centimetri. Non ne avevo mai viste di simili.
Il tutto bagnato da del buon prosecco che lui ha selezionato personalmente. Peccato aver fatto poco onore alla tavola per via del lavoro. I prezzi sono più che onesti.
Ristorante Al Buon Gustaio Baia del Re
via Molinetto, 5 - Refrontolo
t. 0438.894143

mercoledì 13 ottobre 2010

Mercoledì gnocchi con formadi frant e uva fragola al Tiro a Segno di Mirano

Mercoledì siamo stati al ristorante Tiro a segno di Mirano, e mi son messo a parlare col titolare mentre preparava gli gnocchi: uno spettacolo starlo a guardare.
Un po’ mi ha ingolosito e ci ha invitato a mangiare gli gnocchi, e io dritto in cucina mentre preparava il sugo: formadi frant. La ha sciolto in una padella insieme con del latte e della roba vegetale per stemperarlo. Poi ha aggiunto alcuni acini di uva fragola, un minuto o due tanto per dare appena il colore, lui dice che vuole solo delle striature. Poiha tolto gli acini dalla padella, ha tolto gli gnocchi venuti a galla, ha aggiunto il formadi frant e gli acini.
E poi a mangiare: una delizia.
Il formadi frant, è un formaggio di colore giallo scuro, in forme alte 10 cm e di diametro di 30-40 cm. Il sapore è a contrasto tra dolce e piccante, prodotto in Carnia. È il risultato della mescolanza di diversi formaggi tipo "latteria" a differente livello di maturazione (40-90/100 giorni-più di 7 mesi) sminuzzati a fettine, cubetti e scaglie con aggiunta di sale, pepe e latte. Il tutto è poi impastato a mano con aggiunta di panna per dare morbidezza al prodotto. La preparazione del Formadi frant, che spesso ancora oggi avviene in ambito familiare, aveva lo scopo di recuperare e conservare formaggi non idonei alla stagionatura, e perciò frammentati, poi miscelati e impastati con sale, pepe, latte e panna fino ad ottenere un composto omogeneo da consumarsi quando abbia acquisito, dopo circa 40 giorni di conservazione, il sapore particolare in cui il piccante è posto in contrasto con la sensazione di dolce.
L’uva fragola è una varietà di uva nera, introdotta in Italia intorno al 1825. Presenza di acini verdi (acinellatura) nel grappolo maturo. Ottimo sapore e possibilità di conservazione per alcuni mesi.

Ristorante Tiroasegno di Voltan Claudio
Via Belvedere, 27
30035 Mirano (VE)
Telefono:  0415791080